Dominique Lomré

REPEAT

un libro d’artista

altri libri ed opere su carta

(dal 2010 al 2014)

a cura di Piero Varroni

Inaugurazione sabato 18 aprile ore 18 – 20

18 aprile – 29 maggio 2015

dal martedì al venerdì ore 16 – 19 per appuntamento

Lo Studio Varroni / Eos Libri d’Artista inaugura la mostra di Dominique Lomré. Accanto a libri d’artista precedenti e lavori su carta dello stesso autore, la mostra presenta il libro d’artista REPEAT, che rappresenta un’ulteriore tappa del progetto di Eos-Libri d’Artista: venti libri, venti autori a confronto.

Dominique Lomré è nato a Rocourt in Belgio nel 1957. Già in giovane età mostra curiosità e interesse per l’arte che sviluppa alla “Maison des Jeunes”. Ne dipinge tutte le pareti ad affresco. Ne diventa l’animatore. Mette in scena testi di teatro, a volte come autore e sempre come regista, curandone le scenografie. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Liegi, poi parte per vivere negli Stati Uniti, tra New York e il Maine, avvicinandosi al “Bread and Puppet Theater” di Peter Schumann, e realizza maschere di cartone per una compagnia teatrale americana. Torna in Belgio e crea “l’Atelier Peinture” per un importante Centro per bambini autistici e disabili mentali “La Cité de l’Espoir”, a Verviers, dove lavorerà per alcuni anni. Nel 1985 parte per l’Italia, dedicandosi definitivamente alla sua grande passione e vocazione: la pittura. Lavorerà, con grande rigore e dedizione, nella campagna vicino Roma, fino alla sua scomparsa, il 1 agosto 2014.

La letteratura, l’altra passione, l’altra necessità; leggere: attività quotidiana indispensabile. Andrà via via concentrandosi su poeti e scrittori a lui molto vicini, scegliendo poi dei brani per realizzare un’ottantina di libri d’artista tutti a esemplare unico. Era il suo modo di dare corpo ai testi da lui profondamente amati, di autori quali: Henri Michaux, Antonin Artaud, Samuel Beckett, Michel Butor, Emily Dickinson, Jude Stéfan, Paul Celan, Ghérasim Luca, e i suoi amici Christian Hubin e Patrick Beurard-Valdoye; nonché Dino Campana, ma anche Michelangelo, Baudelaire e, “Les lamentations de Jérémie” cantate nelle “Leçons de Ténèbres” di Marc Antoine Charpentier o Couperin.

Di tutti questi autori, Dominique Lomré ha per anni riscritto a mano in quaderni i passaggi più congeniali alla sua désespérance; come per un libro ideale di meditazione sulla vita, la morte, la sofferenza, l’atto di creare.

Schubert e Bach, Pergolesi, Vivaldi, Haendel, Gesualdo erano altri amici delle sue giornate dipingendo e delle sue serate studiando, facendo diventare proprie le emozioni, di chi prima di lui aveva cercato la luce nel dolore del vivere.

Tutto il suo lavoro pittorico è andato nel tempo svolgendosi con meno colori, con più contegno, più pudore, nella povertà dei materiali. Dai colori accesi è passato ai toni più caldi del mordente noce e delle terre di Siena, il tutto sempre più diluito, in un rifiuto quasi fisiologico di una materia pittorica troppo varia. Arriverà così a un grand dépouillement, ad una tavolozza ridotta al nero, ai grigi e al bianco, usando inchiostro nero-puro e l’acqua che cancella.