Vincenzo Perna e Piero Varroni

A margini finitimi (1996)


A margini finitimi

Ad uno ad uno li conobbi.

Con A e B nuovi percorsi

sulla mappa tracciammo,

e C e D pure pronti

al comune entusiasmo:

ricche parole, echi profondi

non mancavano ai progetti.

Stagione dopo stagione,

in lungo e in largo

specchi cercammo

tra Proust e Joyce –

sino al folgorante haiku.

Altro che tu Guido, Lapo

ed io, se

neanche la mia ombra

mi appartiene, fuggevole dono

di sole o di luna.

Da ingannevoli orizzonti

restituito, questo corpo

di terra e di acqua

ora al fuoco e all’aria

la solitaria pelle offre

riconoscendo / forzando

margini finitimi.